Rabbi Moshe Reiss
Il
Giornale
ISRAELE - Un pacato e puntuale atto d'accusa è quello che ha
scritto il rabbino Moshe Reiss (1), già rabbino a Yale ed ora
abitante in Israele: contro il fanatismo giudaico. eccone una
traduzione.
I fondamentalisti islamici e quelli giudaici condividono tre temi: 1)
la credenza nell'assoluta supremazia della legge religiosa; 2) la
pretesa che i regimi laici, anche se formalmente dicono di rispettare
la legge religiosa, di fatto la tradiscono e invece si affidano ad
influenze esterne, occidentali, per guidare lo Stato; 3) l'insistenza
sull'idea che il solo modo di restituire il popolo alla sua
santità è imporre il ritorno al codice ispirato da Dio.
1. Il dirittto divino è supremo
Alla Sharia islamica corrisponde la Halakha ebraica.
Sia l'Islam che l'ebraismo sono religioni fondate sul rito
anziché sulla fede.
Per questo le due religioni sono più vicine l'una all'altra che
al cristianesimo.
L'ex rabbino askenazi Avraham Shapira ha fatto appello a che lo Stato
d'Israele sia governato dalla Halakha (le leggi talmudiche, ndr.)
proprio come gli islamisti esigono che gli Stati islamici siano
governati dalla Sharia, la legge coranica. Ognuno dei due gruppi arriva
al punto di affermare che, senza il loro particolare imprimatur, lo
Stato non ha legittimità.
Per loro, quelle sono leggi di Dio, e quando lo Stato non si subordina
al diritto sacro, le leggi dello Stato non sono valide.
Abul Ala Maududi, un leader islamista pakistano di primo piano, ha
scritto: «il principio dell'unicità di Dio nega fra
l'altro il concetto della sovranità giuridica e politica
dell'uomo, sia come individuo sia come collettività…solo Dio
è il sovrano e i suoi comandamenti sono il diritto dell'Islam…la
legislazione in uno Stato islamico sarà limitata a ciò
che è prescritto nella Sharia».
Rabbi Avraham Shapira, ugualmente: «tutti gli aspetti della
nostra vita sono determinati secondo la Torah. E' chiaro a ogni ebreo
che l'osservanza religiosa sta al disopra di ogni altra direttiva o
legge che contraddica il diritto della Torah…è impensabile che
un atto proibito dalla Halakah possa essere permesso. In ogni
dibattito, la maggioranza decide. Però nelle decisioni che
contraddicono la Halakah, , non c'è forza al mondo che la
maggioranza possa opporre alla minoranza per obbligarla ad agire contro
la Torah».
Rabbi Mordechai Eliahu concorda.
Scrive che una legge dello Stato, per essere cogente, deve essere
ratificata «da uno studioso contemporaneo della Torah di grande
reputazione».
L'eiziano Sayyid Qutb, il secondo leader dei «Fratelli
Musulmani», scrisse: «noi volgiamo gli occhi all'Europa,
all' America o alla Russia e importiamo da esse le attuali soluzioni ai
nostri problemi, invece di onorare la nostre native risorse spirituali
e la nostra eredità intellettuale».
A dire il vero, il rabbino Aaron Lichtenstein, forse il miglior teologo
della seconda metà del ventesimo secolo, asserì:
«si deve obbedire ad ogni lettera della Bibbia, ma anche ad ogni
lettera della legge del Paese».
Il professor Chaim Miliowsky, presidente del Dipartimento Talmud
dell'Università Bar Ilan (la sola università ortodossa in
Israele) ha notato che le destre «tentano di appropriarsi del
sistema della Halakha per scopi politici».
Il rabbino Shlomo Aviner della Ateret Cohanim (una yeshiva, scuola
talmudica, che si dedica alla ricostruzione del «terzo
tempio»), però si è opposto all'appello di altri
fondamentalisti al rifiuto di obbedienza alle leggi dello Stato, nei
riguardi dell'evacuazione da Gaza (dei fanatici ebrei):
«l'esercito israeliano resta sionista; benché abbia
commesso un'azione anti-sionista e immorale, resta importante e resta
nostro».
2. La mia terra, la tua terra
Abbandonare la terra è un problema molto importante per gli
ebrei come per i musulmani.
I concetti di Dar al-Islam (terra sotto controllo musulmano) e Dar
al-Harb (terra sotto il controllo di «infedeli») implicano
il controllo politico del territorio dove la fede viene praticata.
Gli ebrei sono convinti che Dio abbia dato la terra d'Israele ad
Abramo e al suo discendente Isacco, capostipite dei giudei.
In realtà, Gaza non è stata sotto controllo ebraico
nemmeno durante il regno di Davide; e tuttavia molti coloni che
rifiutavano l'espulsione da Gaza hanno sostenuto che Isacco visse a
Gaza…
Moshe Feiglin, fondatore dell'organizzazione Zo Artezu («Questa
terra è nostra») ha scritto al proposito dell'evacuazione:
«stiamo assistendo alla lacerazione completa del tessuto della
società israelita. L'attuale sistema politico d' Israele porta
alla morte di migliaia di ebrei» (sic: la morte spirituale).
I fondamentalisti ebrei concentrano le loro energie sulla
«santità» della terra, come i fondamentalisti
islamici si concentrano sulla santità della Sharia.
Ed è ovvio che la Sharia può essere applicata solo su
terre sotto controllo politico musulmano.
3. Ideologia
Date le somiglianze, non è casuale che l'ideologia dei
fondamentalisti ebrei sia sovrapponibile a quella dei fondamentalisti
musulmani.
Moshe Feiglin ha dichiarato: «rifiuto il termino di sionista
religioso. Io non sono 'religioso', non sono 'sionista': sono
ebreo».
Il fondatore dei «Fratelli Musulmani», Hassan Al Banna, ha
dichiarato: «non siamo socialisti, non siamo capitalisti, siamo
musulmani».
Quando Feiglin grida contro il governo israeliano e la sua
«corruzione», usa lo stesso linguaggio con cui Abul Ala
Maududi incita a una rivoluzione politica in Pakistan.
Quando invoca «una realtà autenticamente ebraica in
Israele» guidata da capi ispirati dalla Torah e liberi da
«influenze straniere», egli copia il grido di battaglia di
Al-Banna e di Qutb, fondatori dei «Fratelli Musulmani», nel
loro rifiuto del sistema «occidentale e anti-islamico» e
dei suoi agenti.
Islamismo e fondamentalismo ebraico sono unici nel fatto che si
presentano come un sistema integralmente religioso, più che
politico.
Entrambi proclamano che le società moderne sono radicalmente
malvage, e che la sola soluzione è un regime guidato da eminenze
religiose che riportino il popolo sui binari di un' utopia messianica.
Maududi e Al Qutb addossano allo Stato laico ogni causa dei mali della
società e ogni depravazione morale.
Feiglin l'ebreo dichiara: «lo Stato di Israele, basato sul
laicismo del 19mo secolo, nega la santità e perciò si
è privato dei mezzi necessari per rispecchiare la
giudaità di Israele e il suo santo scopo finale. Solo una
leadership motivata da una visione autenticamente ebraica può
portare il popolo ebraico a realizzare le visioni dei profeti».
[…]
Ciò che entrambi non capiscono è che la logica di Dio non
ha alcun rapporto con la logica umana.
Perché Dio ha permesso che Giobbe, il suo favorito, soffrisse e
i suoi dieci figli morissero?
Non sappiamo, ma ciò non è accettabile dai
fondamentalisti.
Essi sono convinti non solo di capire la logica di Dio, ma che la Sua
è la loro stessa.
Il fondamentalismo in ogni religione mostra una simile mutazione di una
malattia religiosa, un virus…parlano la stessa lingua perché
vengono dalla stessa terra spiritualmente arida.
Maurizio Blondet
Note
1) Rabbi Moshe Reiss, «Fundamental Flaws», Asia Times, 16
settembre 2005.